LA TENUTA DI SIPIO È IN ABRUZZO, LA REGIONE PIÙ VERDE D’ITALIA E D’EUROPA.
SONO 70 ETTARI, DOVE CONVIVONO VITI ED ULIVI IN PERFETTA SIMBIOSI CON FLORA
E FAUNA AUTOCTONA E INCONTAMINATA.
LAMBITI DAL MARE ADRIATICO E PROTETTI DALLA MAJELLA,
IN UN MICROCLIMA IDEALE PER LA CRESCITA E LA MATURAZIONE DI GRAPPOLI SANI,
PRELUDIO DI OPERE D’ARTE, CONNUBIO DEL RAPPORTO UOMO NATURA.
SIAMO A CHIETI, UNA DELLE PROVINCIE PIÙ IMPORTANTI NEL PANORAMA ITALIANO
PER LA PRODUZIONE DI VINO.
I NOSTRI VIGNETI HANNO GIACITURE COLLINARI A CIRCA 200 M DI ALTITUDINE, A SOLI
7 KM DAL MARE E A 15 KM DALLA MONTAGNA.  SONO ETTARI DI NATURA ORDINATA
E ANTROPIZZATA: FILARI E FILARI DI VITI CHE SI SUSSEGUONO, “SI RINCORRONO”,
LEMBI DI TERRITORIO CHE VEDONO, ASSISTONO E VIVONO LO SPETTACOLO DELLE
STAGIONI CHE MUTANO, SI ESALTANO NEI COLORI DIVERSI CHE LE CARATTERIZZANO:
I VERDI, I ROSSI, IL BIANCO, QUASI A RICORDARE, NEL FLUIRE TEMPORALE
DI UN ANNO, UN TRICOLORE NAZIONALE CHE TROVA ESALTAZIONE NEL VINO,
DA SEMPRE CONSIDERATO L’ICONA SIMBOLO DELLA NOSTRA CULTURA,
DELLA NOSTRA STORIA, DELLA NOSTRA IDENTITÀ.
SONO COLORI CHE RICHIEDONO CURE E ATTENZIONI, IL VINO NON ARRIVA DALLA
SOLA RACCOLTA, MA DA UN CONTINUO LAVORO, CERTOSINO, VOLITIVO, COSTANTE…
DALLE VITI ALLA CANTINA.
LA NOSTRA CANTINA È LO SPECCHIO DI UNA FILIERA CHE VEDE, DALLA RACCOLTA
DELLE UVE ALL’IMBOTTIGLIAMENTO, ALL’ETICHETTATURA, ALL’EVOLUZIONE, UNA MANIACALE CURA DI OGNI PASSAGGIO.
VINI E SPUMANTI TROVANO NEI DIVERSI CONTENITORI IL GUSCIO PIÙ CONFACENTE ALLA PROPRIA NATURA.
VETRO, ACCIAIO E LEGNO SONO L’ABBRACCIO DEL VINO CHE UTILIZZIAMO DA SEMPRE
PER FARLO CRESCERE, EDUCARE, PERFEZIONARE.
IL VETRO
PER I LUNGHI AFFINAMENTI DEGLI SPUMANTI METODO CLASSICO, PER LE SOSTE
DEI VINI PRIMA DELLA COMMERCIALIZZAZIONE, DA SEMPRE INCORRUTTIBILE
ED ECOLOGICO, COMPAGNO IDEALE ED ABITO INSOSTITUIBILE DEL VINO.
LE BOTTIGLIE DORMONO E SOGNANO IN AMBIENTI CHE HANNO TEMPERATURA
E UMIDITÀ OTTIMALI, NELLA QUIETE DEL BUIO E NELL’ONDA DEL SILENZIO,
IN ATTESA TRANQUILLA DEL TEMPO CHE, SOLO, CAMBIA LE MOLECOLE E LE MIGLIORA.
IL LEGNO
ACCOMPAGNA IL VINO GIÀ DAL III SECOLO D.C. LE BOTTI SOSTITUIRONO LE ANFORE
AI TEMPI DI ROMA ANTICA, COME RECIPIENTE PER TRASPORTARE IL VINO E SI SCOPRÌ
CHE IL LEGNO CONSENTIVA ALL’OSSIGENO, CON SOTTILISSIMI CANALI DI USCITA
E DI ENTRATA, DI TRASFORMARE E NOBILITARE IL NETTARE DI BACCO.
LE BOTTI SONO, DA ALLORA FINO AD OGGI, QUASI IMMUTATE NEL TEMPO, FRUTTO
DI SCAMBIO CULTURALE CON I CELTI CHE CI HANNO TRASMESSO QUESTA CAPACITÀ
DI COSTRUIRLE E UTILIZZARLE.
PER LE IMPORTANTI FERMENTAZIONI E AFFINAMENTI DEI ROSSI E DEI BIANCHI
STRUTTURATI E LONGEVI, IL LEGNO ACCOMPAGNA L’EVOLUZIONE DEL VINO.
L’ACCIAIO
MATERICO, CHE SI TRASFORMA DA “PESANTE” IN ELEGANTE CONTENITORE,
UN INSIEME DI SERBATOI STRETTI, ALTISSIMI E VERTICALI.
SONO FORME FUNZIONALI AL PROTRARSI DEI TEMPI DELLE MACERAZIONI,
CON LA DOLCEZZA DEL RIEMPIMENTO A CADUTA, IL MEGLIO PER UNA LENTISSIMA
E PERFETTA ESTRAZIONE E PER L’ESALTAZIONE DEL PATRIMONIO FENOLICO
ED AROMATICO DELLE BUCCE.
QUESTI SERBATOI AFFUSOLATI E SLANCIATI, SEMBRANO QUASI DEI MENHIR ANCORATI
AL SUOLO E PROIETTATI VERSO IL CIELO, E SONO UN’IMMAGINE ICONICA,
SPECCHIO DELL’IDENTITÀ DELLA NOSTRA CANTINA.